PROGRAMMA CONCERTI


 07/02/23  –  Jam&Session

opening band: 

Enrico Galeano Trio

galeano

Enrico Galeano / chitarra

Stefano Zambon / contrabbasso

Simone Brilli / batteria

A continuazione Jam-Session aperta

(Ingresso Libero)


09/02/23  –  JazzNight

Ballard/Lanzoni/Evangelista Trio

ballard

Alessandro Lanzoni / pianoforte

Gabriele Evangelista / contrabbasso

Jeff Ballard / batteria

Due tra i più richiesti musicisti italiani al fianco di una vera e propria leggenda della batteria jazz mondiale, questo l’organico che compone il piano trio al quale viene affidato il compito di inaugurare la seconda parte della stagione del Tubo, nonché evento tra i più attesi del calendario. Alessandro Lanzoni e Gabriele Evangelista, rispettivamente classe ‘92 e ‘98, entrambi fanno il proprio esordio nella scena che conta in giovanissima età; già con Lee Konitz, Kurt Rosenwinkel, Joe Sanders e Ralph Alessi il primo, e con Bill Stewart, Seamus Blake, Enrico Rava, Dave Douglas e David Binney il secondo, divengono in poco tempo un punto di riferimento non solo per il panorama nostrano, ma anche per i grandi nomi internazionali, con i quali i due hanno modo di collaborare sia nel contesto dei tour che in ambito progettuale, in alcuni casi stabilmente. L’incontro con il batterista californiano, membro stabile del Brad Mehldau Trio e già al fianco di giganti del passato che spaziano da Ray Charles a Lou Donaldson, Bobby Hutherson e Chick Corea, fino agli interpreti più recenti quali Avishai Cohen, Miguel Zenon e Lionel Loueke, solo per citarne alcuni, nasce sui banchi di scuola dove, nonostante la distanza generazionale, lo scambio reciproco non tarda a manifestarsi. Nasce così l’dea di poter prima o poi immaginare un qualcosa di condiviso, ed è così che i tre si troveranno a dividere il palcoscenico nelle vesti di una band appositamente creata per l’occasione, circostanza speciale ed unica così come unica sarà la possibilità di vederli assieme nel contesto intimo del concerto in club.

10/02/23  –  Clubbin’ Friday

Lost In The Supermarket

lost in the super

Anaïs del Sordo / voce
Giovanni Ghizzani
/ pianoforte, synth
Stefano Maimone
/ basso
Giuseppe Sardina
/ batteria

Jazz contemporaneo, pop, rock, ricerca timbrica, contaminazioni, melodie ammalianti ed energia prorompente con gusto europeo su modelli afroamericani. Questi alcuni degli elementi che caratterizzano la musica di Lost In The Supermarket, quartetto con base a Bologna ma che per provenienza e lunga frequentazione di alcuni membri ha sin dall’inizio eletto Siena come proprio epicentro musicale. Seppur di giovane formazione la band ha già calcato palchi di rilievo e ottenuto riconoscimenti importanti, non ultimo il premio della Giuria Popolare al Conad Jazz Contest del 2018 promosso da Umbria Jazz. Estetica e narrativa del progetto si definiscono mediante la funzione vocale della Del Sordo, già premiata come miglior musicista del Marsicovetere Jazz Contest 2019, nella veste inusuale dello strumento a fiato: il trio, tramite continui cambi e scambi di forma, plasma la materia sonora permettendo alla solista ampio spazio espressivo ed improvvisativo, mentre le composizioni creano paesaggi d’ascolto sempre differenti che spaziano da ritmiche afro, swing, even eight, latin, armonie a melodie mediorientali, psichedeliche e minimaliste, così come momenti improvvisativi totalmente liberi, capaci di coesistere in perfetto equilibrio all’interno di un unico flusso espressivo.

14/02/23  –  Jam&Session

opening band: 

Gugliemo Santimone Trio

santimone

Gugliemo Santimone / pianoforte

Francesco Tino / basso

Simone Brilli / batteria

A continuazione Jam-Session aperta

(Ingresso Libero)


 16/02/23  –  JazzNight

Coen/Gwis “Jewish Experience”

jewis

Gabriele Coen / clarinetto, sax soprano e tenore

Alessandro Gwis / pianoforte, live electronics

Un viaggio nella musica ebraica che parte dalla canzone yiddish e dalle sonorità klezmer e abbraccia l’universo ebraico-spagnolo della musica sefardita dalla Spagna al bacino del Mediterraneo, muove poi verso i territori dell’ex impero Ottomano per proseguire oltre l’Oceano Atlantico e spostarsi infine negli Stati Uniti, dove le melodie ebraiche hanno incontrato la musica afroamericana dando infine vita al jewish jazz. Con l’eclettismo espressivo che contraddistingue la sua ricerca e percorso artistico, Gabriele Coen, da molti anni punto di riferimento assoluto del genere, il quale vanta collaborazioni importanti, una su tutte quella con John Zorn, e Alessandro Gwis, membro dalla prima ora di Aires Tango, e già al fianco di Paolo Fresu, Antonello Salis, Cuong Vu e Maria Pia de Vito, presentano brani tradizionali e composizioni originali, creando un’esperienza musicale appassionante, inconsueta e lirica che si sviluppa attraverso un tessuto sonoro che attinge dal jazz, rock e world music, senza mai dimenticare le radici ebraiche della sua ispirazione.

 17/02/23  –  Clubbin’ Friday

G.E.A. feat. Fabrizio Puglisi

gea

Cosimo Fiaschi / sax soprano

Stefano Zambon / contrabbasso

Pierluigi Foschi / batteria

guest Fabrizio Puglisi / pianoforte

Un omaggio alla radice musicale e culturale africana, che più di ogni altra ha ispirato il vasto universo del jazz, e che in questo caso passa attraverso le reinterpretazione delle composizioni del vibrafonista etiope Mulatu Astakte, dal quale il trio trae la propria ispirazione creativa. G.E.A., simbolicamente l’incontro tra la Terra e la Luna, sono il sassofonista Cosimo Fiaschi, il contrabbassista Stefano Zambon e il batterista Pierluigi Foschi, tre giovani musicisti formatisi artisticamente a Siena Jazz, che sotto la sapiente guida del docente Fabrizio Puglisi, uno degli esponenti di spicco del pianismo jazz italiano, hanno intrapreso un’attenta investigazione sull’estetica della musica africana. La strumento interpretativo principale delle composizioni è naturalmente quello dell’improvvisazione, attraverso il quale, nella circolarità geometrica dei parametri musicali, si manifestano gradualmente i significati archetipici degli elementi simbolici di Gea e Artemide/Terra e Luna. Per l’occasione il trio avrà come ospite speciale il pianista, nonché mentore, Fabrizio Puglisi, con il quale daranno vita ad un concerto capace di restituire con tatto e decisione quel senso di sottile spaesamento che l’ethio-jazz non di rado induce nell’ascoltatore occidentale, declinandolo in chiave più vicina al nostro tempo e comprensione.

21/02/23  –  Jam&Session

opening band: 

“RAìSE”

raise

Igor Ambrosin / pianoforte

Federico Campanello / contrabbasso

Fabrizio Doberti / batteria

 A continuazione Jam-Session aperta

(Ingresso Libero)


23/02/23  –  JazzNight

Giulia Barba “SONORO”

barba

Marta Raviglia / voce

Daniele D’Alessandro / clarinetto

Andrea Rellini / violoncello

Giulia Barba / clarinetto basso

Nelle molteplici forme espressive che caratterizzano questa musica, il progetto capitanato dalla clarinettista bolognese Giulia Barba risulta essere uno straordinario esempio di dialogo tra voci, costituito da un ensemble atipico che si articola con grande eleganza tra la musica contemporanea e il jazz. La realizzazione di “Sonoro”, album omonimo concepito inizialmente nel 2015 ma uscito solo lo scorso gennaio ‘22, ha richiesto una lunga gestazione creativa legata anche alla meticolosa scelta degli elementi che vi prendono parte: Daniele D’Alessandro al clarinetto, Andrea Rellini al violoncello e naturalmente Marta Raviglia, la cui estrema versatilità vocale permette di assumere ruoli diversi a seconda delle circostanze, divenendo ora veicolo del testo, ora di puro suono. La scelta della formazione è motivata dalla ricerca timbrica, obiettivo principale della Barba, in grado di offrire innumerevoli combinazioni di registro, modificare i ruoli degli strumenti a piacimento, approfondendo maggiormente questa indagine a discapito del virtuosismo improvvisativo tanto caro al mondo jazzistico. Dopo il cinema muto viene il “Sonoro”, così le 6 composizioni che compongono l’opera, tra cui due brani con testo di W.B. Yeats (“The Everlasting Voices” e “To an isle in the water”), e 8 quadri di improvvisazione totalmente libera, con suono sospeso ci accompagnano in luoghi difficili da dire e da raggiungere.

24/02/23  –  Clubbin’ Friday

Siner Trio

siner

Ludovica Manzo / voce, elettronica

Luca Sguera / piano, tastiere, synth

Matteo Bortone / basso, voce, elettronica

Anagramma dell’inglese “siren” (sirena), ma al contempo in spagnolo “senza-respiro” (Sin=senza e Er=Air=Aria), il nome del trio è un chiaro riferimento all’universo subacqueo. Nato nel 2020 come co-leadership tra l‘ottima Ludovica Manzo alla voce, il bassista e contrabbassista Matteo Bortone, membro stabile degli organici di Enrico Morello, Alessandro Lanzoni e Francesco Diodati, e il pianista e tastierista Luca Sguera, anch’esso proveniente dalla scuderia di Siena Jazz e già incontrato al fianco di Francesca Gaza e Camilla Battaglia, il il suono del trio si articola in una linea di confine che riunisce passaggi cantautorali con testi in inglese, elettronica minimale e drone-music. Condividendo il medesimo background d’ascolti che spazia tra jazz contemporaneo, musica sperimentale ma anche sonorità pop/rock, i tre alternano forme canzoni ‘standard’ a fasi di improvvisazione che esplorano il mondo delle tessiture e dei timbri, alternando elementi acustici ed elettrici. Il fine ultimo della ricerca di “Siner Trio” è quello di creare un caleidoscopio di immagini che esplorino il maestoso mondo della natura, la sua influenza e come ciò sia in grado di ispirare e sorprendere; un viaggio in nave partendo da un porto al quale però si è obbligati a tornare, un’esplorazione sotterranea del laborioso percorso delle formiche o la ricerca di un fiume dove le tigri trovino ristoro: queste sono le storie immaginarie che intrecciandosi creano un racconto sonoro dal forte impatto cinematografico.

07/03/23  –  Jam&Session

opening band: 

Emanuele Marsico 4tet

marsico

Emanuele Marsico / tromba

Sergio Rizzo / chitarra

Francesco Tino / basso

Simone Brilli / batteria

 A continuazione Jam-Session aperta

(Ingresso Libero)


09/03/23  –  JazzNight

Francesco Fiorenzani 4tet “Klondike”

klondike

Francesco Fiorenzani / chitarra

Andrea Lombardini / basso, live sound-design

Francesco Ponticelli / contrabbasso

Andrea Beninati / batteria

Il Klondike è una regione del Canada nord-occidentale caratterizzata dalla presenza di giacimenti auriferi e famosa per la famigerata corsa all’oro iniziata a fine ‘800, la medesima nella quale l’autore statunitense Jack London ha ambientato alcuni dei suoi capolavori come Zanna Bianca e il Il richiamo della foresta. Vastità, purezza ed essenzialità di un luogo così selvaggio, sono questi gli elementi che sintetizzano la fonte ispiratrice dalla quale attinge il quartetto e su cui il chitarrista senese Francesco Fiorenzani fonda l’intero progetto Klondike. Assieme al contrabbassista Francesco Ponticelli, già al suo fianco in Silent Water (Auand, 2018) e coadiuvato da Andrea Beninati alla batteria, l’organico originale nasce inizialmente come trio, al quale si unisce successivamente il bassista e produttore musicale, Andrea Lombardini, senza che ciò sottragga nulla alla natura intima intrinseca nella scrittura del repertorio, al contrario portando la cura del dettaglio e del suono ad un livello successivo. Il gioco d’intesa, l’equilibrio dei suoni, la ricerca della semplicità del dettaglio spoglio di ogni architettura e fronzolo barocco, un impasto sonoro caldo e avvolgente, questa è il Klonike nella visione percettiva del quartetto, così come la musica bluegrass, il blues, il folk, quello di Nick Drake per esempio e certamente il legame indissolubile con la tradizione della musica jazz, risultano cifra stilistica caratterizzante dell’intera opera. La forma canzone emerge con prepotenza, lasciando ampio respiro al lirismo delle melodie così che le nove tracce che compongono il disco prendono forma con suono compatto e roccioso ma al contempo ricco di sfumature che le caratterizzano, e dal quale la chitarra emerge come eco di un canto lontano.

10/03/23  –  Clubbin’ Friday

Simone Alessandrini Storytellers Mania Hotel

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Antonello Sorrentino / tromba

Simone Alessandrini / sax soprano e alto, karaoke toy, chitarra

Federico Pascucci / sax tenore, turkish clarinet

Riccardo Gola / contrabbasso, synth bass

Riccardo Gambatesa / batteria, percussioni

“Mania Hotel” (Parco della Musica Records) recentissima nonché ultima fatica discografica degli Storytellers, è un concept album interamente dedicato al tema della follia, in cui il leader e sassofonista romano Simone Alessandrini racconta 5 storie realmente accadute, alcune note ai più e altre vissute in prima persona: la storia di Marina Luz, la bambina abbandonata nella giungla e cresciuta dalle scimmie, il Dr. Semmelweis “il salvatore delle madri”, il lamento d’amore di Attilio, la vicenda delle “libertine, snaturate, irose” rinchiuse nei manicomi durante il ventennio fascista, ecc. Storie accadute in epoche diverse che hanno come comune denominatore la fragilità dell’identità dell’essere umano. Cinque stanze di un luogo indefinito, che ospitano identità inespresse, attraversate da una presenza che comunica coi protagonisti e che può determinarne la permanenza o liberarle. La presenza incarna il tempo, che stabilisce la linea sottile tra normalità e follia, che fa da giudice e da guaritore. Musicalmente in questo secondo lavoro accade molto: scenari che con tensioni rock ma al contempo evidenziano chiara influenza della musica colta di inizio ‘900, echi di fanfare popolari intrecciate a Tom Waits. La scrittura è molto rigorosa ma lascia ampio respiro all’improvvisazione libera. Un contenitore sonoro, il cui suono dinamico oscilla tra l’acustico e l’elettrico, dove i tre fiati in prima linea portano New Orleans in Europa, alternando momenti di acidità e sound melanconico ed evocativo.

14/03/23  –  Jam&Session

ARVA 4tet

frigo

 

Marta Frigo / voce

Diego Albini / pianoforte

Enrico Palmieri / contrabbasso

Antonio Marmora / batteria

 continuazione Jam-Session aperta

(Ingresso Libero)


16/03/23  –  JazzNight

Marco Frattini Trio “Empty Music”

frattini

Claudio Vignale / pianoforte

Gabriele Evangelista / contrabbasso

Marco Frattini / batteria

Esordio discografico come leader per il talentuoso batterista bolognese Marco Frattini, che nonostante la giovane età si è già ampiamente affermato sulla scena italiana grazie a collaborazioni importanti che spaziano trasversalmente tra diversi generi: dal jazz traditional con George Garzone, Tom Kirkpatrick, Flavio Boltro e Franco Ambrosetti, passando per la musica d’autore dei Quintorigo e Peppe Servillo, fino ad arrivare all’elettronica di MACK, solo per citarne alcuni, progetti grazie ai quali ha già avuto modo di calcare alcuni dei palcoscenici più importanti italiani e d’oltreoceano. Affiancato dalla solidità e dal talento cristallino del contrabbassista Gabriele Evangelista e per l’occasione aiutato nella investigazione compositiva da Claudio Vignali, pianista dotato di una tecnica strepitosa di straordinaria matrice classica, “Empty Music” è il risultato di un meticoloso lavoro d’indagine delle profondità compositive del pianista Chilly Gonzales. Registrato tutto d’un fiato in un pomeriggio invernale ed impreziosito dai violoncelli di Gionata Costa e dalle incursioni sonore del produttore Mattia Dallara, il disco pubblicato per Encore Music lo scorso settembre è l’affresco sonoro che Marco Frattini dipinge su ispirazione dei paesaggi musicali tracciati dal pianista canadese nei suoi piano solo. Lavoro cominciato solo mentalmente nel 2004, in questo disco trova forma ciò che fino a quel momento erano solo suggestioni e suoni immaginati. L’idea alla base è quella di “svuotare” la pienezza della musica moderna attraverso un vuoto metaforico in grado di abbracciare l’intero percorso artistico di un musicista, con la finalità ultima di creare un vuoto pieno di musica senza confini di genere e colmo di infinite potenzialità sonore.

17/03/23  –  Clubbin’ Friday

Hack Out!

hack

Manuel Caliumi / sax alto

Luca Zennaro / chitarra, effects

Riccardo Cocetti / batteria

 HackOut!, trio bass-less nato nel 2019 tra le mura del Conservatorio di Rovigo, è la co-leadership che vede il nuovo talento italiano della chitarra Luca Zennaro, giovanissimo ma già forte di collaborazioni prestigiose, una su tutte quella con il pianista, compositore e produttore Chris Fishman, così come vincitore di importanti riconoscimenti in Italia e all’estero, ritrovare i compagni di studio Manuel Caliumi al sassofono e Riccardo Cocetti alla batteria, impeganti in un progetto corale che fa della ricerca di una identità sonora il proprio fine ultimo. Trio dal suono possente, capace di seguire un percorso di sperimentazione timbrica che trova nell’interplay il proprio punto nevralgico, la band concretizza la propria ricerca a maggio 2021 con la pubblicazione di “Cedrus Libani” edita da SLAM Productions, il cui repertorio si compone esclusivamente di brani inediti scritti ad-hoc con l’obiettivo di enfatizzare la natura stessa della formazione, dando rilievo alle personalità musicali dei singoli elementi e ricercando l’equilibrio tra strutture armoniche e improvvisazione radicale, timbriche acustiche ed elettriche.

 21/03/23  –  Jam&Session

opening band:

Liliana Sommariva 4tet

lili

Liliana Sommariva / voce

Eros Terzuoli / sassofoni

Giuseppe Lopopolo / chitarra

Francesco De Tuoni / batteria

A continuazione Jam-Session aperta

(Ingresso Libero)


23/03/23  –  JazzNight

OLIPHANTRE

oli

Leila Martial / voce

Francesco Diodati / chitarra

Stefano Tamborrino / batteria

Una delle formazioni di maggior respiro internazionale presente oggi sulla scena italiana, acclamata dalla stampa di settore di mezzo mondo, è sicuramente uno degli appuntamenti di punta della stagione del Tubo oltre che evento atteso da molti appassionati. Definito da Jazz Wise, All About Jazz e L’Espresso come elegantemente eccitante, esplosivo e conturbante, il trio italo-francese ormai attivo da diversi anni vanta numerose apparizioni nei maggiori festival internazionali, e forte di un organico che porta con sè l’esperienza maturata con le prestigiose collaborazioni al fianco di altrettanti nomi noti del panorama del jazz mondiale, nelle performance è in grado di far leva su uno straordinario senso dell’ interplay nonostante la complessità che il repertorio propone. Il disco omonimo esce nel 2022 per Auand Records ed in esso i tre musicisti, fra i più richiesti leader e side-man in ambito europeo, si muovono agevolmente nel terreno del jazz e delle sue più imprevedibili contaminazioni. Libertà priva di compromessi che coniuga tradizione e linguaggi contemporanei, “Oliphantre” si articola tra suggestioni hip hop, sferzanti linee rock e punk, groove e melodici lirismi si mescolano a spontaneità e improvvisazione. Testi e musica si fondono per dare vita a una ricerca interiore alla volta di quell’immaginario sonoro, di quei movimenti invisibili che sbaragliano i tentativi di spiegazione razionale.

24/03/22  –  Clubbin’ Friday 

Phorminx

frigo

 

Ruggero Fornari / chitarra, elettronica

Alessandro Cianferoni / basso, elettronica

Lorenzo Brilli / batteria

Nato da un’idea del chitarrista perugino Ruggero Fornari, anch’esso scuderia Siena Jazz come la cantante e sorella Miriam, Phorminx vuole essere prima di tutto uno spazio di ricerca musicale. Oggetto di questa ricerca è il suono e il modo in cui questo occupa spazio e tempo. Partendo dalla chitarra elettrica, Fornari compie un viaggio che ne ricongiunge le molteplici dimensioni: allontanandosi prima quanto più possibile dalla timbrica originaria dello strumento, fino all’astrazione totale, per poi far ritorno al primordiale battito che scaturisce dalla vibrazione della corda. Phorminx, originariamente un particolare tipo di cetra greca nonchè uno dei più antichi strumenti a corda a noi conosciuti, rappresenta simbolicamente l’unione ancestrale tra origine del suono e lo strumento che tale suono produce, un fil rouge che collega le composizioni nella loro essenza, nella costante investigazione su quale sia il limite tra “strumento-corda”e la trasfigurazione dello stesso in puro suono. Parte integrante della ricerca del gruppo sono Alessandro Cianferoni, bassista elettrico già incontrato al fianco del batterista Stefano Tamborrino in “Don’t Kill Anybody” e Lorenzo Brilli alla batteria. Entrambi attivi da anni in svariate formazioni della scena italiana e dotati di grande versatilità strumentale, il loro fondamentale contributo risulta elemento indispensabile per plasmarne il suono come fosse materia viva, che come tale risulta spesso imprevedibile.

28/03/23  –  Jam&Session

opening band:

Nicolò Faraglia Trio

faraglia

Nicolò Faraglia / chitarra

Stefano Zambon / contrabbasso

Giovanni Nardiello / batteria

 A continuazione Jam-Session aperta

(Ingresso Libero)


30/03/23  –  JazzNight

Francesco Cusa & The Assassins

cusa

Giovanni Benvenuti / sax tenore

Domenico Caliri / chitarra

Ferdinando Romano / contrabbasso

Francesco Cusa / batteria

A partire dai primi anni 2000 in Italia si è sviluppato un grandioso movimento di musicisti capace di dar vita ad un percorso di rivoluzionaria innovazione nel linguaggio del jazz, scaturito in parte dalla critica relativa a come questa musica venisse commercializzata. Ciò ha portato alla costituzione di alcune tra le realtà indipendenti più significative degli ultimi anni, di cui collettivi come El Gallo Rojo e Improvvisatore Involontario risultano essere gli esempi più rappresentativi. Il batterista siciliano Francesco Cusa, co-fondatore di Improvvisatore Involontario, ha contribuito attivamente a tale impulso producendo e registrando un gran numero di lavori con altrettante formazioni e musicisti. The Assassins è l’evoluzione di uno di essi, ovvero Skrunch, di cui ne eredita l’approccio compositivo, nella formula del quartetto, e apre a specifiche influenze e sonorità più vicine al funk, ma anche al contrappunto e alla scrittura di matrice cromatica. Con lui in questa occasione vi sono l’amico e conterraneo ma bolognese d’adozione, il chitarrista Domenico Caliri, così come due giovani e talentuosi musicisti toscani, rispettivamente il contrabbassista fiorentino Ferdinando Romano e il sassofonista senese Giovanni Benvenuti, che mantenendo la consueta irriverenza e sarcastica leggerezza, lavorano sull’esplorazione dei materiali tematici e schemi poliritmici atti a evidenziare le cellule melodiche, i riff e le modulazioni cromatiche e timbriche. Un rapporto tra scrittura e improvvisazione dunque dialettico, dove i vari elementi vanno a combinarsi in un continuo gioco di tensione e rilassamento, con uno sguardo alla tradizione e l’altro alla contemporaneità.

 31/03/23  –  Clubbin’ Friday

SpinnstDu?

duo

Konstantin Gukov / chitarra, elettronica

Anton Sconosciuto / batteria, elettronica

Entrambi formatisi musicalmente a Siena, nel 2021 Konstantin Gukov e Anton Sconosciuto costituiscono “SpinnstDu?”, band che oltre al jazz, oscilla tra ambient e improvvisazione, e trova il proprio epicentro nella rielaborazione della composizioni dei musicisti che hanno maggiormente influenzato i propri ascolti. Nato a Leningrado il primo e cresciuto tra Londra e Siena il secondo, i due giovanissimi musicisti sviluppano un’affinità già sui banchi di Siena Jazz e successivamente intraprendono percorsi personali e divergenti: sperimentazione con Tabula Rasa del M° Stefano Battaglia per il chitarrista ora di base a Bologna, mentre il batterista influenzato dai ‘60/‘70, alt-folk, l’indie rock e l’elettronica, guadagna nel 2021 il Primo Premio del Dicedel Rock Contest di Controradio e viene quindi inserito tra i 100 nomi di Rockit.it. Si ritrovano ora insieme nel progetto in duo dal quale scaturisce l’omonimo lavoro, frutto di un’unica take e dallo scorso marzo fruibile sul canale YouTube, nella quale innestano frammenti di composizioni su improvvisazioni libere, esplorando un live che è frutto di ricerca condivisa, ibridazione di due identità ben distinte che si uniscono per creare un sound personale con l’aiuto dei propri strumenti, dell’elettronica e della voce.

18/04/23  –  Jam&Session

opening band:

Stefano Boggiani “Niu Mos” 

bog

 

Emanuele Marsico / tromba

Eros Terzuoli / sassofoni

Stefano Boggiani / chitarra

Anton Sconosciuto / batteria

A continuazione Jam-Session aperta

(Ingresso Libero)


20/04/23  –  JazzNight

Alessandro Presti 5tet “Intermezzo”

presti

Alessandro Presti / tromba, filicorno

Daniele Tittarelli / sax alto

Alessandro Lanzoni / pianoforte, synth

Gabriele Evangelista / contrabbasso

Enrico Morello / batteria

Indubbiamente uno dei massimi talenti del suo strumento nell’odierno panorama del jazz italiano e non solo, con “Intermezzo”, uscito lo scorso aprile, il musicista messinese Alessandro Presti condensa la propria evoluzione musicale trasmutando da talentuoso trombettista di ultima generazione ad autore e arrangiatore pop, fino a compositore e guida di un quintetto di assoluto primo ordine. Firma così un disco che lo stesso Enrico Rava definisce ricco di sorprese e tesori inaspettati, nel quale il suo quintetto, composto da musicisti che attraverso lunghe reciproche collaborazioni si trovano telepaticamente, come nel caso dei due romani Daniele Tittarelli ed Enrico Morello, così come dei toscani Alessandro Lanzoni e Gabriele Evangelista, si muove sul velluto. “Intermezzo” è l’onirico viaggio nelle sue terre, che snodandosi tra isole e paesaggi a tratti immaginari, sposta Presti inaspettatamente anche in ambiti più distanti da quelli del jazz classico della tradizione. Dalle prime note ci troviamo immersi in un mondo perfetto dove ogni nota conta, dove ogni dettaglio è essenziale e dove nulla è lasciato al caso, nel quale il bellissimo suono e i silenzi di Alessandro generano emozioni intense, un mondo nel quale ricercare tutte quelle meraviglie che prima ci erano sfuggite.

21/04/23  –  Clubbin’ Friday

CÀLÓR

camilla ba
Camilla Battaglia
/ voce
Julius Windisch / pianoforte
Nick Dunston / contrabbasso
Lukas Akintaya / batteria

Quattro strumenti e quattro voci per una serie di composizioni che raccontano di come corpo e pensiero comunichino, combattono, si fondano oppure si nascondano l’uno dall’altro in un continuo gioco di difesa e attacco reciproco. Un progetto nato dopo anni di ricerca e collaborazioni con diversi musicisti della scena internazionale di Berlino e che definisce, grazie al percorso e background di ognuno dei suoi componenti, un laboratorio costante di ricerca del suono e del dialogo nella forma musicale. Dopo il progetto in solo e il duo al fianco della bassista Rosa Brunello, la talentuosa Camilla Battaglia porta sul palco una formazione apparentemente classica nella forma, con voce e piano trio, capace però al contrario di sperimentare equilibri e assi morfologici nel dialogo tra gli strumenti inaspettati e fragili, ma necessari a ricreare nelle tessiture timbriche e armoniche il contenuto dei testi.

  27/04/23  –  JazzNight

DESIOPIA

sigurt

Fulvio Sigurtà / tromba, filicorno

Mirco Mariottini / clarinetti

Gaetano Partipilo / sassofoni

Domenico Caliri / chitarra

Damian Cabaud / contrabbasso

Alessandro Paternesi / batteria

Il desiderio e l’utopia, spesso antitetici, ma a volte complementari, sono due possibili interpretazioni del termine sogno. Da questo apparente ossimoro nasce l’idea del progetto “Desiopìa”, fondato nel 2022 dal chitarrista e compositore Domenico Caliri, co-fondatore del collettivo Bassesfere e con oltre 50 dischi all’attivo e altrettante collaborazioni prestigiose sia in Italia che all’estero, ed egregiamente coadiuvato da alcuni tra i più brillanti talenti della scena jazzistica europea. Il repertorio è costituito essenzialmente da composizioni originali ma anche da episodi più o meno strutturati di improvvisazione. Una vera e propria All Star Band che vede protagonisti 6 tra i maggiori musicisti della scena degli ultimi 20 anni, tutti docenti dei corsi accademici di Siena Jazz ma provenienti da aree stilistiche e ambiti spesso distanti tra loro, che insieme tracciano la dimensione del sogno, il tramite attraverso il quale si svolge l’azione musicale, in una continua esplorazione di vari e differenti panorami sonori.

 28/04/23  –  Closin’ Session

Puglisi/Dallaporta/De Rossi Trio

puglisi

Fabrizio Puglisi / pianoforte

Stefano Dallaporta / contrabbasso

Zeno De Rossi / batteria

Così come avevamo iniziato, anche l’ultimo concerto della stagione ’22/’23 è affidato alle sapienti note di un piano trio nella sua dimensione più classica, che musicalmente ama però avventurarsi nei molteplici ambiti dell’infinite declinazioni del jazz, spaziando dalle forme più straight ahead all’avangarde, passando per la reinterpretazione di brani della tradizione cantautorale fino all’improvvisazione e al free. Zeno De Rossi, co-fondatore del collettivo El Gallo Rojo, garanzia assoluta di versatilità e batterista attivo da anni nei contesti più vari, capace di spaziare con agio da Guano Padano a Vinicio Capossela, da Bearzatti a D’Andrea, dopo il trio Rope ritrova Fabrizio Puglisi, pianista da tempo riferimento solido per l’intera scena e già incontrato come ospite di G.E.A., al quale si aggiunge per l’occasione il giovane ma granitico contrabbassista Stefano Dallaporta, anch’esso con base Ferrara, apprezzato nelle band dei sassofonisti Carlo Atti e Piero Bittolo Bon così come dei fratelli Alfonso e Daniele Santimone. C’è d’aspettarsi che quindi il repertorio si srotoli estemporaneamente man mano che il concerto prende forma, con la sicurezza che i suoi interpreti sapranno esattamente dove condurre il suono, accompagnandoci con maestria verso la coda di questa ricchissima stagione.

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